Accettare un lavoro che non piace: si o no?

La vita ci mette spesso di fronte a dubbi amletici di difficile risoluzione. Ad esempio è giusto accettare un lavoro che non piace? Oppure continuare a lavorare in un ambiente poco stimolante dove non si va d’accordo con nessuno? In questi casi la risposta è…ni.

Devi fare una valutazione complessiva non solo del lavoro, ma anche del tuo particolare stato mentale e di ciò che ti circonda. A volte infatti non è tanto il lavoro che non piace, quanto piuttosto le cose e le persone circostanti.

Valuta anche le tue priorità e le tue necessità economiche, che comunque hanno il loro peso in una fase storica in cui non è facile trovare lavoro.

Accettare un lavoro che non piace: valuta le tue priorità

Avere un lavoro che garantisce una certa stabilità economica è oggi una sorta di privilegio, una cosa da non sottovalutare. Ciò naturalmente non significa che devi assolutamente fare un lavoro che non ti piace, che non ti stimola e che non esalta le tue principali qualità.

Devi fare le tue valutazioni attentamente, soppesando l’aspetto economico e quello professionale. Se ad esempio lo stipendio è più che dignitoso e rappresenta un valido aiuto per la tua famiglia, soprattutto se hai bambini piccoli, ti consiglio di considerare attentamente la proposta lavorativa. Non necessariamente quel lavoro sarà quello definitivo della tua vita, ma può aiutarti ad entrare nel mondo del lavoro e vivere con una maggiore stabilità economica.

Se invece sei una neolaureata, hai naturalmente altre priorità. Ciò non significa snobbare ogni lavoro che non corrisponde esattamente alle tue aspettative, ma almeno hai la possibilità di rifiutare lavori sottopagati e che non danno il giusto merito alle tue qualità.

Non essere però troppo esigente soprattutto se sei alle prime esperienze lavorative. Entrare nel mondo del lavoro è comunque importante poiché ti aiuta a comprendere determinate dinamiche.

Fai un’introspezione psicologica di te stessa

Devi poi farti un’altra domanda: è davvero il lavoro che non ti piace oppure stai passando un momento di incertezza generale? L’insofferenza verso il tuo lavoro potrebbe nascondere un disagio più grande derivante magari da un lutto in famiglia o una delusione amorosa. Non rischiare che un momento di smarrimento passeggero possa farti perdere un treno che magari non passerà più.

Fai un lavoro di introspezione psicologica e chiediti esattamente chi sei o cosa vuoi. Potresti ad esempio “vergognarti” di accettare un lavoro perché umile, perché non è di grande responsabilità o perché non ti consente particolari scatti di carriera.

Se però quel lavoro ti fa stare bene, preferisci non assumerti troppe responsabilità o non hai particolari ambizioni, non devi vergognartene. Anche accontentarsi è un valore, purché quel lavoro ti consenta di vivere serenamente ed in linea con le tue aspettative.

É il lavoro che non ti piace o gli elementi esterni?

Supponiamo che hai accettato un lavoro con grande entusiasmo ma poi, dopo poco tempo, ti sei accorta che non ti dà le soddisfazioni che speravi. A questo punto bisogna farsi un’altra domanda: è davvero il lavoro che non ti piace? Oppure non reggi più determinate pressioni? Magari non riesci a lavorare con determinati colleghi? Ritieni che la tua mansione non ti valorizzi e ti senti demotivata?

Rispondere onestamente a queste domande è fondamentale per capire qual è esattamente il problema. Se ti senti poco valorizzata parlane col tuo responsabile, magari se dimostri grande spirito d’iniziativa e maggiore entusiasmo potrebbe darti incarichi di maggiore responsabilità. Allo stesso modo parla con i colleghi o le colleghe con cui non hai legato, spiega le tue difficoltà e trova un punto comune per essere produttiva sul lavoro.

Accettare un lavoro che non piace: abbi pazienza

La tua indecisione nell’accettare un lavoro o nel proseguire un lavoro può dipendere dalla volontà di fare subito carriera. In questo caso devi avere pazienza e fare la classica “gavetta”. Se decidessi di andare in un’altra azienda dovresti comunque aspettare per salire di livello, quindi sarebbe inutile.

Se noti che la tua è un’azienda dinamica e meritocratica, allora dacci dentro e porta un po’ di pazienza. La tua perseveranza sarà premiata e potrai dimostrare le tue qualità nel tempo. Se invece il lavoro non ti piace, non ti valorizza e non ti assicura una retribuzione congrua, lascia perdere: la serenità personale viene anche prima del lavoro.

Fonte foto: pixabay