Bon ton degli affari: le regole da seguire per trasmettere autorevolezza e affidabilità

Saper parlare fluentemente diverse lingue ed avere ottime competenze e conoscenze nel proprio settore è di fondamentale importanza, ma bisogna conoscere il bon ton degli affari per trasmettere ai propri interlocutori autorevolezza e affidabilità.

Le donne manager hanno dovuto sgomitare per ottenere le stesse opportunità dei loro colleghi maschi ma dalla loro hanno una maggiore grazia e diplomazia, caratteristiche che sicuramente rappresentano un ottimo preludio per chiudere una trattativa.

A queste due doti vanno ovviamente affiancate classe, eleganza e soprattutto educazione che sono tipiche delle donne. Gli aspetti da considerare sono davvero tanti: linguaggio del corpo, tono ed impostazione della voce, dress code, come presentarsi ecc. Scopriamo nel dettaglio le regole del bon ton degli affari da seguire.

Bon ton degli affari: l’importanza della prima impressione

Si dice che la prima impressione è quella che conta quindi bisogna fare centro già dal primo appuntamento. La prima cosa fondamentale è la puntualità, un aspetto tutt’altro che secondario quando si gestisce un affare. Ogni brava manager deve sapere ottimizzare il proprio tempo e prevenire tutti i possibili contrattempi per rispettare l’orario di un appuntamento e dare un senso di forte affidabilità.

Una ricerca ha stabilito che quando si conosce una persona il cervello scandisce tre tipi di immagine: l’immagine visiva, l’immagine vocale ed infine l’immagine verbale.

In pratica il cervello analizza prima l’aspetto fisico, quindi è opportuno vestirsi secondo il “dress code” indicato dall’occasione; successivamente analizza il modo di parlare ed il tono di voce; infine si concentra sulle specifiche competenze.

Vestirsi bene e parlare in modo adeguato risultano addirittura più importanti delle proprie “skill”, quindi linguaggio del corpo e abbigliamento sono tra i primi aspetti da considerare.

A proposito di prima impressione è opportuno sottolineare l’importanza della stretta di mano, che può dare un quadro piuttosto chiaro della persona che si ha di fronte. Una stretta di mano ben salda è tipica di una persona sicura di sé che vuole infondere fiducia; diversamente una stretta di mano “anonima” ed appena accennata denota una persona poco sicura di quell’affare e che quindi non può trasmettere grande affidabilità.

La corretta gestione dello smartphone e dei social network

Per molte donne d’affari staccarsi dal proprio smartphone è quasi un’eresia, ma non bisogna eccedere con l’utilizzo dei dispositivi mobili e dei social network che rappresentano comunque un ottimo mezzo per aumentare la propria visibilità ed il proprio “brand awareness” sul web.

Esiste un vero e proprio galateo tecnologico che spiega come e quando utilizzare i social ed i dispositivi in modo adeguato senza eccedere, poiché un uso spropositato può denotare frivolezza e distogliere l’attenzione da ciò che è realmente importante e pertinente. Smanettare con lo smartphone continuamente durante un incontro di lavoro innanzitutto non è educato, ma sicuramente non trasmette un’immagine seria e propositiva di se stesse.

Come fare i complimenti per il bon ton degli affari

Nel bon ton degli affari rientra l’arte di sapere fare i complimenti, che non è una forma di servilismo ma anzi è una tecnica molto sopraffina da utilizzare con oculatezza. Un complimento, se sincero e fatto senza eccessive adulazioni, può mettere in discesa una trattativa ed instaurare subito un rapporto informale anche se professionale.

C’è un piccolo trucco per eseguire questa strategia: mettere 5 monete nella tasca destra e spostarle in quella sinistra (o viceversa) ogni volta che si fa un complimento. In questo modo è più facile conquistare la stima e la benevolenza di colleghi, clienti e partner.

Sfruttare al meglio il pranzo d’affari

I migliori affari si chiudono spesso a tavola poiché è un ambiente più ovattato e neutro dove le persone si liberano della loro corazza e sono anche più sincere. In questo modo è possibile studiare la personalità e carpire le reali necessità del cliente, che magari in fase di trattativa tende a nascondere per questioni di strategia.

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