Chat delle mamme: le regole di sopravvivenza per resistere ad una chat di classe

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Whatsapp è diventato uno dei principali servizi di messaggistica istantanea, poiché è un mezzo di comunicazione rapido, veloce e diretto. Il grande successo di Whatsapp deriva soprattutto dalle chat di gruppo, che permettono di avvisare più persone contemporaneamente con un solo messaggio. Le chat delle mamme sono, o meglio sarebbero, un strumento molto veloce per scambiarsi rapide informazioni su importanti tematiche legate alla scuola ed ai propri figli. Il problema è che le chat delle mamme si trasformano spesso e volentieri in veri e propri trappoloni. Ogni giorno arrivano centinaia e centinaia di messaggi, molti dei quali inutili, che ti fanno perdere tempo e scaricano velocemente la batteria del tuo telefonino. Questa però è solo la punta dell’iceberg, le chat delle mamme se non gestite correttamente rischiano di trasformarsi in pericolose sabbie mobili, che ti risucchiano in discussioni inutili e talvolta anche litigi furenti.

Chat delle mamme: cosa dire e cosa non dire

La cosa essenziale sulle chat di gruppo delle mamme è essere brevi e concise. Non c’è bisogno di scrivere lunghissimi monologhi per esprimere un semplice concetto, anche perché stai certa che nessuno leggerà quei messaggi che sembrano veri e propri romanzi. Le frasi ammesse senza risultare prolisse sono: “Va bene”, “sì”, “grazie”, “ci sono”, “complimenti”, “fantastico” e “bella idea”. Frasi brevi e semplici, che racchiudono un concetto diretto.

Ci sono altre frasi o parole che è meglio evitare, per non urtare la suscettibilità di mamme più sensibili e per non dare il via a lunghe ed inutili discussioni. Nello specifico è opportuno evitare frasi troppo secche come: “No”, “non sono d’accordo”, e “perché?”. Se proprio non condividi un pensiero, tanto vale non rispondere se si tratta di una faccenda di poco conto. Bisognerebbe usare sempre toni pacati per non trasformare la chat di gruppo in un ring, dove le mamme battagliano tra di loro a suon di minacce, insulti e parolacce.

Il vademecum per sopravvivere alle chat delle mamme

A questo punto analizziamo come agire da un punto di vista pratico per riuscire a sopravvivere alle chat delle mamme. La prima cosa da fare è dare un nome a tutte le mamme, altrimenti rischi di trovarti con decine di messaggi associati a dei semplici numeri. Dopo aver assegnato un nome ad un numero, sarà più facile dare un volto alla persona che ha scritto il messaggio.

Non intervenire se non è necessario. Come già detto nel precedente paragrafo, se la discussione è diventata un litigio meglio non mettere altra carne a cuocere, restane fuori! I classici saluti mattutini, pomeridiani e serali non sono così indispensabili. Dopo 23 “buongiorno” di fila nessuna si accorgerà se hai salutato o meno. Altra frase tipica: “Mio figlio si è portato la maglietta rossa di qualche amichetto? Di chi è?”. Se la maglietta rossa non è di tuo figlio, non c’è bisogno di rispondere.

Se devi chiedere qualcosa alle mamme puoi porre una domanda nel gruppo, ma se solo una può aiutarti contattala privatamente. Alle altre mamme poco importa delle vostre discussioni private, o peggio ancora potrebbero intervenire aggiungendo messaggi su messaggi decisamente inutili. Evita di litigare, poiché si tratta di persone con cui dovrai vederti faccia a faccia. Tanto vale parlare da vicino per spiegarsi direttamente ed evitare fraintendimenti. A tal proposito le emoticon possono venirti in soccorso. Una frase può essere male interpretata, quindi meglio aggiungere qualche faccina sorridente per addolcire il messaggio. Inoltre in una chat di mamme solitamente ci sono 23-25 persone, puoi mai andare d’accordo con tutte? Non devi essere necessariamente amica con tutte, è sufficiente un civile rapporto.

Infine se proprio non sopporti le chat delle mamme silenzia il gruppo, così non dovrai sorbirti inutili sproloqui scritti o l’ennesimo “caffè?”. Puoi entrare nella chat e leggere i messaggi solo quando avrai voglia e tempo, così avrai un animo maggiormente predisposto al dialogo ed alla condivisione di idee.

Fonte foto: pixabay

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