Coding per bambini: cos’è e perché è importante

I bambini di oggi crescono ormai a pane e tecnologia, quindi tanto vale avviarli verso una conoscenza più approfondita dei dispositivi digitali. Questo non significa parcheggiarli sul divano davanti ad un tablet, un pc o uno smartphone, semplicemente indirizzarli verso un utilizzo più consapevole della tecnologia. In questo contesto digitale è nato il coding per bambini, cioè un’abilità che consente di sviluppare il pensiero computazionale dei più piccoli.

Cosa significa? Che i bambini, tramite un processo logico-creativo, riescono a scomporre un problema in più parti per poi affrontarlo poco alla volta step by step. Contemporaneamente vengono insegnati ai bambini i codici di un software, adottando sistemi e tecniche ludiche perché i più piccoli imparano meglio quando si divertono. Esaminiamo più nello specifico cos’è il coding, che ormai ha fatto il suo debutto anche nel mondo scolastico.

Cos’è il coding per bambini?

Ormai l’utilizzo del computer è una condizione quasi imprescindibile per accedere a numerosi lavori. Il coding è finalizzato proprio ad aumentare le competenze digitali dei ragazzi già in tenera età. A tal proposito ci sono dei corsi specifici che aiutano ad apprendere le basi del coding.

Il coding è sostanzialmente una programmazione informatica, che si sviluppa con la decodificazione di un software per risolvere problemi di varia natura e migliorare in generale la qualità della vita. Le nozioni apprese infatti possono risultare utili in qualsiasi circostanza.

Molte persone hanno dovuto, giocoforza, imparare ad usare i pc e a conoscere i diversi programmi informatici per svolgere correttamente il loro lavoro. L’utilizzo dei social e programmi come Excel o Word sono alcuni degli esempi più lampanti.

Oggi, che viviamo nell’epoca della digital transformation, i bambini hanno la grande opportunità di apprendere già da piccoli tutte le nozioni informatiche che, un domani, possono spalancare diverse porte nel mondo del lavoro. Tanto vale quindi sfruttare quest’opportunità ed insegnare ai più piccoli le informazioni tecnologiche di base.

Coding per bambini già nella scuola primaria

I programmi scolastici, alla luce della rivoluzione digitale, sono stati cambiati proprio per introdurre nuovi percorsi di studio e nuove materie, come appunto il coding.

É stato il DDL Buona Scuola a parlare per la prima volta di coding ed introdurlo nella scuola primaria. L’obiettivo principale è insegnare ai bambini le basi per la programmazione. Nei primi anni di vita i bambini sono come delle spugne, apprendono tutto e velocemente. Avranno quindi già l’infarinatura necessaria per approcciare nel modo giusto con i dispositivi digitali.

Oltre all’approccio nozionistico, i bimbi saranno avviati allo sviluppo del pensiero computazionale. La tecnologia continuerà a progredire ed in futuro ci sarà sempre più bisogno di programmatori esperti.

Cosa si intende per pensiero computazionale?

La programmazione cammina di pari pari passo con il pensiero computazionale, che aiuta appunto ad individuare il fulcro di un problema. Ciò che per noi può apparire semplice, per i bambini può invece sembrare piuttosto complesso.

Il problema viene quindi spezzettato in tanti piccoli problemi più semplici, così da poterli risolvere più facilmente. Un approccio che, tra l’altro, può risultare particolarmente utile anche per il mondo degli adulti.

I bambini imparano quindi a sviluppare degli schemi mentali da usare nel risolvere ogni tipo di problema.

I principali vantaggi

I bambini tramite il coding imparano un nuovo approccio alla risoluzione dei problemi, una situazione che assicura una serie di vantaggi anche al di fuori della scuola.

Crescendo infatti diventeranno ragazzi con una mente acuta e già formata, pronta per affrontare le questioni della vita con maggiore consapevolezza. Proattività e “problem solving” sono soft skills richieste in molti ambiti lavorativi, quindi sarà più facile anche trovare un lavoro che li soddisfi pienamente ed in linea con le loro capacità.

Il coding non è un processo “chiuso”, ma anzi aiuta i bimbi a sviluppare appieno la loro creatività trovando soluzioni originali e personali per la risoluzione di determinati problemi.

Altro aspetto importante da sottolineare: i bambini imparano a socializzare e a lavorare in gruppo. Anche i più timidi impareranno quindi ad interagire con gli altri, mettendo insieme le loro forze per un eccellente lavoro di squadra.

Il coding raramente si svolge in solitaria, ma anzi prevede la partecipazione in gruppi proprio per favorire la socialità e l’integrazione tra i bambini.

Tecniche di insegnamento del coding per bambini

Le tecniche di insegnamento del coding per i bambini naturalmente sono diverse rispetto agli adulti, che hanno una mente già formata e più pronta a ricevere maggiori informazioni.

I bimbi, per quanto ricettivi, fanno fatica ad apprendere una mole ampia di dati ed informazioni ed a conoscere linguaggi di programmazione complessi.

Alla base del coding c’è il divertimento, poiché i bambini imparano molto meglio se si divertono. Per questo motivo sono nati giochi per bambini ed anche specifiche piattaforme, che vengono utilizzate proprio nella scuola primaria.

Tramite il gioco i bambini apprendono facilmente, partecipano con più interesse e mostrano anche una maggiore applicazione.

Foto: Pixabay

CONDIVIDI
Presidentessa Osservatorio Mondo Retail - MagicStore