Come gestire il rapporto tra mamme ed insegnanti

Come gestire il rapporto tra mamme ed insegnanti? Una bella domanda alla luce delle nuove esigenze e dei profondi cambiamenti che si sono verificati nel mondo scolastico. Fino a 40-50 anni ai maestri erano concessi comportamenti forse anche troppo autoritari, che prevedevano addirittura l’utilizzo di bacchette per picchiare i bambini sulle mani.

Oggi forse siamo passati ad un altro eccesso, cioè il quasi totale svilimento della figura degli insegnanti in ambito didattico-educativo. I genitori tendono ad essere iper-protettivi nei confronti dei figli, accusando sempre e comunque maestri e professori.

Un atteggiamento simile può determinare contrasti e frizioni tra insegnanti e genitori, ma alla fine chi paga le conseguenze sono proprio i bambini.

Tra gli insegnanti appena passati di ruolo, secondo una recente indagine, circa il 55% ammette di non sapere gestire questo rapporto.

I genitori devono capire che gli insegnanti fanno solo il loro mestiere e non hanno alcun interesse a prendersela con questo o quel bambino; gli insegnanti, a loro volta, devono capire che i comportamenti dei genitori sono dettati semplicemente dall’amore per i propri figli.

Ecco quindi una serie di pratiche virtuose che insegnanti e genitori dovrebbero seguire per il bene dei bambini.

LEGGI ANCHE: Chat delle mamme: come comportarsi

Come gestire il rapporto tra mamme ed insegnanti: ad ognuno il suo ruolo per evitare conflitti di competenze

Bisogna partire da un presupposto: gli insegnanti sono preposti all’insegnamento, i genitori all’educazione. Tale relazione deve mantenersi in equilibrio, cosa tutt’altro che facile.

Per evitare incomprensioni, liti e contrasti le regole d’oro sono due: ascoltare e saper ascoltare. Può sembrare una banalità, ma basta confrontarsi senza pregiudizi per comprendere meglio determinati problemi.

Gli insegnanti non dovrebbero dare giudizi sommari, esordendo con frasi tipo “suo figlio è maleducato perché…” Con questo approccio il genitore tende a chiudersi in difesa e partire in contrattacco, poiché viene messa in dubbio la sua capacità di educatore.

Meglio invece raccontare semplicemente i fatti così come sono avvenuti, dando al genitore la libertà di valutare e giudicare.

Se un bambino è particolarmente viziato e maleducato, meglio non contattare i genitori per colloqui privati. La cosa migliore è attendere i colloqui già fissati, provando a parlare del problema come se riguardasse un gruppo di alunni di cui appunto fa parte anche il figlio.

In questo modo la problematica viene posta in modo più ovattato. Sarebbe preferibile anche affrontare il problema come gruppo docenti, così da non personalizzare il conflitto.

I genitori a loro volta devono mostrarsi più fiduciosi nei confronti degli insegnanti, facilitando così anche il loro lavoro e gratificandolo.

Come costruire un rapporto di fiducia

La fiducia è basilare in ogni rapporto, anche in quello tra mamme ed insegnanti.

Come conquistarla? Essendo sinceri ed avendo il coraggio di ammettere i propri errori, cosa che vale tanto per gli insegnanti quanto per le mamme.

Bisogna inoltre considerare che gli insegnanti sono anche loro genitori. Quindi, quando ammettono alle mamme che anche loro commettono errori con i figli, si stanno aprendo.

Questo gesto aiuta le mamme a capire che le insegnanti non sono nemiche, anzi sono alleate che stanno lavorando per garantire ai loro bambini un’istruzione migliore.

Ammettere le proprie debolezze ed anche le proprie lacune è sicuramente un passo importante che aiuta a rafforzare il rapporto di fiducia.

Un rapporto che va costruito nel tempo

Il rapporto di fiducia va costruito gradualmente col tempo, non si può pensare che scatti subito la scintilla. La fiducia è però un punto di partenza imprescindibile, se manca è difficile costruire qualcosa di positivo.

C’è poi da considerare che il conflitto riguarda sempre la relazione in generale e non il singolo episodio, che invece diventa solo un pretesto per litigare.

Se un insegnante ha difficoltà a comunicare un problema alla famiglia, c’è stato qualche errore di base. Al contrario, se c’è fiducia, eventuali criticità non vengono interpretate dai genitori come un errore dell’insegnante, quanto piuttosto come un problema da superare insieme.

Come costruire quindi la fiducia? Gli insegnanti devono mostrarsi disponibili, magari fermandosi anche 10 minuti dopo i colloqui, rilasciando l’email o addirittura il numero di cellulare per confrontarsi o comunicare informazioni che possono risultare importanti.

Naturalmente i genitori non devono approfittarne e bombardare gli insegnanti di mail, messaggi o telefonate, ma contattarli solo per casi urgenti o per questioni specifiche.

Come gestire il rapporto tra mamme ed insegnanti: ascoltare e sapersi ascoltare

L’abbiamo già indicato nell’introduzione, ma vale la pena ritornare su questo concetto. Ascoltare non significa sentire ciò che sta dicendo l’altra persona, ma comprendere le sue preoccupazioni ed i suoi dubbi realmente.

Non bisogna partire dalla presunzione di avere ragione, ma confrontarsi in modo costruttivo. Talvolta dietro le paure o le proteste di un genitore ci sono altri problemi latenti. Ebbene gli insegnanti devono essere anche un po’ mediatori, calandosi nei panni delle mamme per comprendere esattamente cos’è che le turba davvero.

D’altro canto i genitori devono comprendere che gli insegnanti sono costantemente sotto pressione, quindi devono aiutarli senza stressarli per metterli in condizione di fare al meglio il loro lavoro, così anche i figli possono trarne beneficio.

Fonte foto: Pixabay

CONDIVIDI
Presidentessa Osservatorio Mondo Retail - MagicStore