Come spiegare ai bambini la fase 2: i consigli degli esperti

Nel periodo di lockdown una delle cose più difficili per i genitori è stato gestire i bambini, sia da un punto di vista emotivo che logistico. Adesso si propone un altro problema: come spiegare ai bambini la fase 2?

I genitori, non potendo mandare i bambini a scuola, si sono dovuti organizzare diversamente. Inoltre devono affrontare la difficile gestione emotiva dei bambini in questa fase, che risulta estremamente delicata.

La fase 2 ha riaperto la maggior parte delle attività commerciali e ha dato il via libera all’incontro tra parenti e congiunti. Questo non significa che si può abbassare la guardia, perciò è importante far capire ai bambini che bisogna ancora seguire delle regole ferree secondo una strategia attenta. Ecco i consigli degli esperti per affrontare la fase 2 al meglio.

Come spiegare ai bambini la fase 2: l’obbligo delle mascherine

Molti bambini sono restii a mettere le mascherine, soprattutto perché rendono complicata la respirazione. Innanzitutto è opportuno precisare una cosa: secondo le disposizioni del Governo solo i bambini al di sopra di 6 anni hanno l’obbligo di portare le mascherine, gli altri sono dispensati.

Come fare con i bambini che non vogliono indossare le mascherine? In tal caso puoi ricollegare tutta la situazione ad un gioco, facendo passare la mascherina come una sorta di travestimento. Esattamente come i loro supereroi preferiti, anche i tuoi bambini si travestono per combattere i nemici. La forte commercializzazione di mascherine ha favorito la diffusione di modelli di vari design. É un’ottima idea acquistare una mascherina dai colori sgargianti, raffigurante il suo eroe, cantante o giocatore preferito.

Trovare nonni e parenti: è possibile, ma…

La fase 2 ha dato il via libera alle visite a parenti e congiunti, anche se in teoria sono ancora vietati baci ed abbracci. Spiegare ad un bambino che non può abbracciare o dare un bacio ai nonni, agli zii o ai cuginetti è un po’ difficoltoso, ma anche in questo caso puoi fare ricorso alla metafora del gioco.

Il gioco è proprio quello di non toccarsi, spiegando al piccolo che ognuno di noi ha dei piccoli “robottini” invisibili che non possono incontrarsi. Puoi declinare il gioco secondo le tue necessità, facendo capire al bambino l’importanza di mantenere comunque il distanziamento sociale anche con persone della stessa famiglia.

Si può andare al parco, ma rispettando le distanze di sicurezza

Con l’arrivo delle belle giornate i bambini hanno sofferto tantissimo, poiché questo generalmente è il periodo in cui si può andare al parco a giocare e correre liberamente. Nella fase 2 si può fare, ma con le opportune precauzioni. Non si può infatti giocare con gli altri bambini, né utilizzare i giochi condivisi.

Spiega a tuo figlio che si tratta di una situazione momentanea, ma che deve rispettare le regole se vuole ritornare a giocare con i suoi amichetti in tutta tranquillità.

Scuole ancora chiuse: come rapportarsi con i bambini

La fase 2 non ha riaperto le scuole, quindi per i bambini le lezioni continuano ancora in modalità web su computer, tablet o smartphone. Molti esperti suggeriscono di utilizzare una favola, da declinare e modificare a proprio piacere, in cui il protagonista è appunto un virus cattivo che si aggira nelle scuole.

L’unico modo per combatterlo è quello di restare a casa, perché il virus sfrutta la gentilezza dei bambini e si diffonde tramite i loro abbracci ed i loro baci. Non essendoci più bambini, il virus non può più diffondersi e se ne andrà finalmente via. Fino ad allora però, è necessario continuare a studiare e seguire le lezioni da casa per poter riabbracciare quanto prima gli amichetti.

Come spiegare ai bambini la fase 2: la corretta gestione della paura

La paura è un’emozione che non va necessariamente demonizzata. Presa nel modo giusto è un meccanismo di difesa, che ci aiuta a fare la cosa migliore. Inoltre i genitori sono i barometri emotivi dei figli, quindi devono trasmettere loro calma e tranquillità e non ansia ed agitazione. I bambini sono molto ricettivi e quindi percepiscono perfettamente quali sentimenti animano i genitori.

Da un lato quindi non devi drammatizzare eccessivamente, altrimenti tuo figlio potrebbe percepire l’estraneo o comunque l’altro come un nemico. D’altro lato non devi minimizzare, perché è giusto che il bimbo percepisca la paura intesa però come un sistema di difesa.

Le cose vanno spiegate in modo chiaro e lineare ai bambini, evitando di parlare sottovoce con un altro adulto. In primis i bambini hanno uno straordinario udito selettivo, quindi sono capaci di comprendere cosa stai dicendo. Inoltre potrebbero capire che state parlando di qualcosa di cui non volete metterli al corrente, situazione che aumenterebbe la loro ansia e preoccupazione.

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