Cos’è il glass ceiling, il limite invisibile che blocca la carriera delle donne

In questo articolo ti spiego cos’è il glass ceiling che, letteralmente, significa soffitto di cristallo. Si tratta di quel limite invalicabile che ogni donna, indipendentemente dalle sue qualità e capacità, non è in grado di superare nel corso della sua carriera. Benché l’articolo 37 della Costituzione italiana sia molto chiaro al riguardo, sostenendo che “la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”, oggi c’è una notevole disparità di trattamento tra uomini e donne sul lavoro.

La prima disparità è il gender pay gap, cioè il divario salariale tra uomo e donna a parità di ruolo. C’è poi da considerare un aspetto più sociale e culturale, che vede la donna come l’angelo del focolare, quindi dedita esclusivamente alla casa ed alla famiglia.

In tale contesto si rafforza sempre di più il glass ceiling, sia durante lo svolgimento del lavoro che durante un colloquio lavorativo. Approfondiamo meglio il discorso per capire di cosa si tratta.

Cos’è il glass ceiling: un limite esclusivamente femminile

Una donna, per quanto abile ed efficiente nel suo lavoro, non può oltrepassare determinati scalini e quindi la sua carriera arriverà prima o poi in un limbo dal quale non può più uscirne.

Le disparità di trattamento sono sotto gli occhi di tutti e quindi spesso gli uomini, pur avendo meno competenze e qualità, sopravanzano le loro colleghe donne.

Da un punto di vista legislativo è una condizione inaccettabile, ma purtroppo da un punto di vista sociale, culturale e psicologico diventa quasi normale.

Come anticipato la donna viene spesso associata alla cura della famiglia, quindi deve badare ai bambini, ai genitori anziani e a tutto ciò che riguarda la casa. Chi si discosta da questa visione viene giudicata male e addirittura ostacolata nel suo percorso verso la piena realizzazione professionale.

Purtroppo anche i dati confermano questa visione. Nei ruoli dirigenziali attualmente c’è appena il 3% delle donne.

Le critiche mosse alle donne che ce l’hanno fatta

Nonostante il glass ceiling ed i tanti pregiudizi, ci sono alcune donne che sono riuscite a sfondare il soffitto di cristallo raggiungendo posizioni importanti. Anche nei loro confronti le critiche sono state molto feroci e, nella maggior parte dei casi, prive di fondamento.

Quella che per un uomo viene considerata come una sana ambizione, per molte donne diventa arroganza. Una donna, secondo la cultura generale piuttosto patriarcale e maschilista, non può permettersi il lusso di essere ambiziosa poiché a lei è associata l’idea di dolcezza. Eppure una donna può essere ambiziosa ed allo stesso tempo dolce.

Altra critica odiosa rivolta alle donne di successo è che sono arrivate dove sono sfruttando esclusivamente la loro bellezza. Capita così che l’aspetto estetico di una donna faccia passare in secondo piano altre qualità, come competenza, intelligenza e preparazione. Come se la bellezza fosse quasi una colpa!

In alcuni casi le donne famose, che a loro volta sono compagne di personaggi altrettanto celebri, vengono accusate di vivere di luce riflessa e di sfruttare la fama dei loro mariti o fidanzati. Anche questa accusa non ha alcun fondamento, poiché ci sono tanti esempi di donne già famose prima di unirsi con altri personaggi celebri.

Il “Glass Ceiling Index” stilato dal The Economist

Il glass ceiling non è una leggenda metropolitana, ma un problema reale e conosciuto anche a livello mediatico. Il The Economist, nel 2013, accese i riflettori su questo fenomeno arrivando addirittura a stilare un “Glass Ceiling Index”, cioè un indice che misura il livello del soffitto di cristallo che ostacola la carriera delle donne.

Il parametro è stato ricavato da un’analisi condotta in 29 paesi, prendendo come riferimento i trattamenti ricevuti dalle donne da un punto di vista lavorativo. I risultati purtroppo non sono incoraggianti, anche se arrivano buone notizie dai paesi del Nord Europa.

Glass ceiling: i paesi più virtuosi sono quelli del Nord Europa

Stando al report condotto dal The Economist, i paesi dell’Europa del Nord hanno capito cos’è il glass ceiling e sono subito intervenuti, a partire da un trattamento più equo per i genitori.

In Norvegia i padri possono usufruire di quasi un anno di congedo, con 46 settimane pagate al 100% o 56 settimane all’80%. Possono così dare una mano concreta alle madri in caso di arrivo di un bebè.

In Svezia invece ogni genitore ha a disposizione 12 mesi di congedo da condividere, purché ne utilizzino almeno 2 a testa. Una misura che ha favorito l’occupazione femminile, portando all’aumento della manodopera in rosa dell’80%.

Come rompere il glass ceiling? Servono innanzitutto leggi “ad hoc”, come quelle nei paesi scandinavi, che favoriscono non solo l’occupazione femminile ma in generale la stessa natalità che purtroppo in Italia continua a scendere in maniera preoccupante.

Inoltre uomini e donne non necessariamente devono essere rivali all’interno delle aziende. Anzi, le imprese dovrebbero sfruttare sia le capacità femminili sia le capacità maschili che, abbinate, rappresentano un mix vincente da usare come valore aggiunto.

Foto: Pixabay

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