Cos’è la medicina rigenerativa: è davvero possibile ringiovanire?

Sempre più donne stanno facendo ricorso alla medicina rigenerativa per rallentare gli effetti dell’invecchiamento del tempo e acquisire un aspetto più piacente. Ma cos’è la medicina rigenerativa? É una nuova e innovativa branca della medicina che punta a riparare, sostituire o ricostruire cellule, tessuti e organi danneggiati o malfunzionanti.

Le persone che si rivolgono a questo tipo di cura, in genere, sono le sportive dopo un trauma o chi soffre di patologie degenerative come l’artrosi, che comportano modifiche nell’aspetto e anche un profondo disagio di natura fisica.

Cos’è la medicina rigenerativa e a cosa serve

La medicina rigenerativa sfrutta lo sviluppo nell’ambito della biologia molecolare che, grazie alla ricerca fondata sull’utilizzo di cellule staminali, fa in modo che il corpo possa auto-ripararsi in modo naturale, senza ricorrere a interventi chirurgici o soluzioni protesiche.

Si può ricorrere a questo tipo di trattamento nei casi di medicina riparativa estetica (in seguito a traumi visibili) o in caso di malattie degenerative come l’artrosi.

Come funziona la medicina rigenerativa?

Il trattamento della medicina rigenerativa è basato sulla riparazione con cellule staminali che si possono iniettare direttamente nel tessuto o nell’organo danneggiato. Le cellule staminali sono cellule non ancora specializzate che riescono a trasformarsi e specializzarsi nelle varie tipologie di cellule che presenta il nostro organismo, per poi autorigenerarsi.

L’autorigenerazione cellulare permette al tessuto di ripararsi autonomamente, garantendo così una guarigione più veloce e sicura. La ricerca, ancora oggi in via di sviluppo, ha permesso di scoprire come le cellule staminali embrionali siano in grado di trasformarsi in qualsiasi cellula, assumendone tutte le caratteristiche associate ad essa.

Una tipologia di terapia molto diffusa è quella basata sull’utilizzo di cellule staminali prelevate direttamente dal midollo osseo. Ad oggi è possibile, grazie allo sviluppo di nuove tecniche, il rilascio di queste cellule nel sangue tramite un ormone epatico che permette il prelievo diretto dal sangue. La rigenerazione del tessuto cellulare può rivelarsi una tecnica utile nella cura di malattie specifiche come la leucemia, la sclerosi multipla, il diabete, il morbo di Parkinson e l’Alzheimer.

Medicina rigenerativa e ortopedia: un binomio vincente

Queste nuove tecniche di trattamento dei traumi possono essere applicate in moltissimi casi nell’ambito dell’ortopedia. Esistono varie tecniche come ad esempio:

  • medicina rigenerativa al ginocchio: la cartilagine del ginocchio è spesso soggetta ad usura e infiammazioni a causa dell’età e dei vari sport praticati. Il trattamento rigenerativo è una soluzione immediata che permetterà una guarigione accelerata del tessuto;
  • medicina rigenerativa nell’artrosi: l’artrosi è una malattia che colpisce le articolazioni, che con gli anni invecchiano e si usurano. Grazie alle nuove tecniche di rigenerazione è possibile stimolare la riproduzione delle cellule interessate garantendo un rallentamento dello sviluppo della malattia.

Cos’è la scaffold?

In ambito dell’ingegneria tissutale si stanno compiendo vari progressi, ampliando le possibilità nel campo della medicina rigenerativa nell’ortopedia. Questo è possibile mediante l’impianto di strutture biologicamente compatibili. che prendono il nome di scaffold, finalizzate a favorire la rigenerazione diretta del tessuto danneggiato.

Come funziona lo scaffold? Questa struttura è in grado di attirare le cellule circostanti all’impianto che, crescendo, permettono la formazione del tessuto perfettamente compatibile. La medicina rigenerativa, infatti, è molto utilizzata nel trattamento di patologie articolari, dove le prime pazienti sono proprio le donne che praticano sport.

Queste, che dopo un trauma devono recuperare il perfetto stato di forma, hanno trovato una soluzione validissima con questa nuova tecnica, traendo beneficio anche a livello del tono muscolare. Inoltre, questo trattamento risulta utilissimo per le sportive che hanno dovuto subire l’asportazione totale o parziale del menisco, a causa dei vari traumi e lesioni riportati per lo sport praticato (ad esempio calcio, tennis, basket ecc.).

Anche le pazienti con patologie degenerative ricorrono spesso a questo innovativo trattamento, come quelle che soffrono di artrosi. La terapia che sfrutta la capacità di rigenerazione delle cellule staminali si è rivelata particolarmente utile in questi casi, proprio perché rallenta il decorso degenerativo della cartilagine articolare causato dalla malattia, riuscendo a ridurre l’infiammazione ed eliminare il dolore.

La durata di questo tipo di trattamento è di circa 2 anni, anche se questo tipo di terapia ancora non può essere considerata risolutiva poiché è influenzata da vari fattori che riguardano le condizioni specifiche di ogni paziente.

Una qualità della vita migliore

Con i progressi della medicina rigenerativa è ora possibile effettuare la sostituzione di organi interi con altri ricreati in laboratorio. In genere quando un organo non funziona bene, si effettua il trapianto con l’organo di un donatore. Con le tecniche di rigenerazione, anziché attendere un donatore, è possibile prelevare direttamente dal paziente le cellule dell’organo o del tessuto, che cresceranno finché non acquisiranno l’aspetto e le funzioni adatte per procedere al trapianto finale. I benefici di questa tecnica sono i minori tempi di attesa e l’impossibilità di rigetto, avendo utilizzato cellule del paziente. Grazie a tutto ciò sarà possibile migliorare la qualità della vita di moltissime persone.

La medicina rigenerativa quindi non tratta i sintomi di vari traumi, condizioni patologiche o malattie, ma si concentra direttamente nel ricostruire o sostituire varie parti del corpo, che siano organi o tessuti, che in seguito a traumi o malattie degenerative sono state danneggiate o hanno subito malfunzionamenti.

Foto: Pixabay

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