Finanziamenti PMI 2019 vittime di mancati pagamenti: come accedere?

Per rilanciare l’imprenditoria italiana che fa fatica a svegliarsi dal letargo in cui è caduta lo Stato sta lanciando diversi bonus ed agevolazioni come i finanziamenti Invitalia per le donne ed i giovani.

A partire dal 3 aprile 2018 è entrato in vigore un altro importante bonus come i finanziamenti PMI 2019 per le piccole e medie imprese che possono accedere al fondo per il credito che copre i mancati pagamenti da parte delle imprese debitrici.

Le PMI creditrici in uno stato di potenziale crisi di liquidità a causa dei ritardi di pagamenti possono accedere ai finanziamenti per ripianare i debiti e ripartire con maggiore slancio.

Come funzionano i finanziamenti PMI 2019

La Legge di Stabilità ha introdotto i finanziamenti PMI 2019 che permettono alle aziende creditrici, vittime di mancato pagamento, di accedere ad un finanziamento agevolato fino ad un massimo di 500.000 euro e non superiore alla somma dei crediti documentati e non pagati.

L’art.1 della legge n. 208/2015 commi 199-202 ha istituito il Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti a sostegno di piccole e medie imprese che non hanno ricevuto i pagamenti spettanti di compensi, fatture, corrispettivi, bolle ecc. da parte delle aziende debitrici.

Il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) con i decreti ministeriali del 17 ottobre e del 22 dicembre 2016 ha indicato i limiti, i requisiti, le scadenze e le modalità tecniche ed operative per accedere al credito.

Chi può accedere al bonus?

Possono accedere ai finanziamenti PMI 2019 le piccole e medie imprese che si trovano in uno stato di potenziale crisi di liquidità dovuta ai mancati pagamenti in un procedimento penale in corso almeno dal 1° gennaio 2016 per truffa, estorsione, insolvenza fraudolenta o false comunicazioni sociali.

Sono considerate in crisi di liquidità anche quelle imprese che hanno uno scostamento del 20% tra i crediti non incassati nei confronti di un’impresa ed il totale dei crediti verso i clienti. Se quindi il rapporto tra i crediti incassati ed il totale dei crediti non risulta superiore al 20%, l’impresa creditrice non può presentare la domanda per i finanziamenti agevolati 2019 poiché non sono presenti i requisiti necessari.

Le imprese per accedere alle agevolazioni devono essere iscritte regolarmente al registro delle imprese. Le società inoltre non devono essere in stato di scioglimento o di liquidazione, né essere sottoposte a procedure concorsuali per insolvenza o ad accordi stragiudiziali, piani asseverati o accordi di ristrutturazione dei debiti.

Se l’azienda creditrice in crisi di liquidità è dotata del rating di legalità ha un percorso privilegiato per l’accesso ai finanziamenti, poiché il 10% delle risorse complessive è destinato proprio alle imprese in possesso del bollino blu “imprese virtuose” rilasciato dall’Antitrust.

Come funzionano i finanziamenti PMI 2019?

I finanziamenti danno la possibilità alle imprese in crisi di liquidità di presentare la domanda al Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti e richiedere quindi l’accesso ad un finanziamento agevolato di importo non superiore ai 500.000 euro e non superiore alla somma dei crediti documentati e non pagati all’impresa beneficiaria delle agevolazioni da parte dell’azienda debitrice.

Il finanziamento agevolato PMI 2019 ha una durata non inferiore a 3 anni e può durare fino ad un massimo di 10 anni, compreso anche il periodo di preammortamento che può durare massimo 2 anni.

Come inviare la domanda

In base all’art. 5 d.lgs. n. 123/98 l’agevolazione può essere concessa solo dopo un’apposita procedura di valutazione allo sportello. La domanda vera e propria deve essere spedita online sul sito di Invitalia seguendo la procedura indicata.

La domanda va inviata all’indirizzo agevolazionidgiai.invitalia.it presso la sezione “Accoglienza Istanze DGIAI” tramite PEC e poi registrata nel Registro delle imprese. Le domande e gli allegati possono essere inviati fino alla chiusura dello sportello secondo le direttive imposte dal Decreto del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese.

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