Galateo tecnologico: come utilizzare i social con eleganza e moderazione

Il confine tra mondo reale e mondo “social” è talmente sottile che è ormai quasi scomparso. Una conversazione avviata in chat può proseguire anche da vicino, così come tramite Whatsapp o altri social network è possibile scambiarsi documenti ed informazioni di lavoro. Fino a poco tempo fa non esisteva un vero galateo tecnologico: bastava non scrivere in maiuscolo, utilizzare un linguaggio corretto ed evitare volgarità.

Oggi invece esiste un vero e proprio bon ton dei social da conoscere, poiché alcuni errori potrebbero “bruciare” un’opportunità lavorativa o addirittura sfociare in litigi con colleghi per fraintendimenti. Occorre ovviamente un minimo di buon senso e di educazione per rispettare la privacy altrui senza invaderla.

Galateo tecnologico: come inviare le email?

Le regole di galateo delle donne in carriera riguardano anche comportamenti “virtuali” sui social che però possono avere ripercussioni nei rapporti lavorativi e nella vita reale. Le email rappresentano uno strumento moderno e rapido di comunicazione, ma vanno utilizzate con attenzione e secondo alcune regole.

Inserire l’oggetto nell’email è innanzitutto una forma di cortesia nei confronti del ricevente che può capire di cosa si tratta, ma è anche un ottimo sistema per catturare subito la sua attenzione utilizzando un titolo accattivante se si tratta di un’offerta o di un contratto promozionale. Il testo deve essere esaustivo e completo, ma andrebbero evitati email-fiume che rischierebbero di annoiare il mittente il quale leggerà velocemente il contenuto senza l’attenzione richiesta.

Occhio allo slang ed allo stile

Nelle comunicazioni sui social o nei messaggi tramite Whatsapp se scappa qualche refuso o errore non è una cosa gravissima, soprattutto con colleghi o pari grado. I social rappresentano un mezzo di comunicazione rapido col quale inviare veloci messaggi, quindi è perdonabile anche dimenticare qualche accento o qualche maiuscola a causa della fretta.

Il testo naturalmente deve avere un senso compiuto quindi se è accettabile qualche piccolo refuso non lo sono le abbreviazioni (tipo nn=non o k=che) che hanno un tono eccessivamente confidenziale ed anche un po’ adolescenziale.

Se nelle email si usa un tono piuttosto pomposo con aperture e chiusure molto formali, questo stile non è richiesto nei messaggi. In tal caso il tono deve essere asciutto per comunicare lo stretto necessario nel minor tempo possibile.

Rispettare la privacy altrui

Alcuni anni fa in Francia una società di consulenza vietò l’invio delle email lavorative dopo le 18 per tutelare la privacy dei loro dipendenti. Una misura forse eccessiva, ma bisogna imparare a non invadere la privacy altrui. Ad orario di pranzo, di cena ed in genere al di fuori degli orari lavorativi è preferibile non inviare messaggi, sms né tanto meno effettuare telefonate.

É ammessa qualche eccezione solo in caso di urgenza, che va però distinta dall’importanza. Una comunicazione importante può essere fatta il giorno dopo di primo mattino, mentre una comunicazione urgente richiede la massima tempestività ed in tal caso è lecita anche una telefonata.

Per cortesia i riceventi un messaggio dovrebbero almeno rispondere, ma se la risposta non arriva molto probabilmente è negativa e quindi è il caso di non insistere. Cosa fare invece quando una persona non risponde al telefono? Generalmente chi riceve la telefonata dovrebbe chiamare, ma se non lo fa è opportuno ritelefonare dopo uno o massimo due giorni senza “stalkerizzarla”.

A proposito di privacy il galateo tecnologico non ammette escursioni troppo invasive sulle pagine social di colleghi, capi e clienti che potrebbero non gradire questa intromissione.

L’utilizzo delle emoji

Il linguaggio dei social è piuttosto freddo poiché talvolta risulta difficile interpretare una parola, un’inflessione o una cadenza. In questo caso ci vengono incontro le emoji capaci di caratterizzare una frase e darle un indirizzo preciso. Naturalmente le emoji vanno utilizzate con estrema moderazione e servono per empatizzare con l’altra persona.

Attenzione agli sfoghi

Dopo una giornata storta al lavoro può capitare di sedersi davanti ad un social e sfogare tutta la rabbia repressa. É una pratica piuttosto pericolosa perché le parole dette sul web possono lasciare tracce indelebili anche dopo averle cancellate. I superiori ed anche i tuoi clienti potrebbero prenderne visione e adottare dei provvedimenti. Molto meglio chiamare un’amica o uscire per svagarsi, resettare tutto e ricominciare daccapo il giorno dopo.

La buona educazione delle chat

Inviare messaggi spezzettati nel giro di pochi secondi è una pratica piuttosto snervante, sia perché scarica più velocemente lo smartphone sia perché provoca una serie continua di suoni e vibrazioni. É più comodo e veloce inviare un unico messaggio dove inserire tutte le informazioni necessarie.

Si possono creare chat di gruppo tra i colleghi sia per il lavoro sia per il tempo libero. Prima però è buona educazione chiedere al collega se ha piacere ad essere inserito in quel gruppo, poiché in caso contrario sarebbe messo in grande imbarazzo.

I testi scritti sono preferibili ai messaggi vocali, che non sempre possono essere ascoltati poiché magari il ricevente è in compagnia di altre persone. In linea di massima il messaggio vocale non dovrebbe superare i 15 secondi, in caso contrario è meglio optare per il testo scritto.