Mete più pericolose per le donne che viaggiano da sole

Le nuove tecnologie e soprattutto i nuovi modi di pensare hanno permesso alle donne di viaggiare tranquillamente da sole, alla ricerca di nuove esperienze di vita e di nuove avventure. Alla luce di questa nuova forma di turismo le strutture ricettive si stanno organizzando di conseguenza, proponendo soluzioni pensate e studiate su misura per le donne che viaggiano da sole. Nonostante tutto, ragionando senza pregiudizi ma semplicemente sulla scorta delle esperienze e dei dati raccolti da diversi tour operator, esistono alcuni posti in cui le donne farebbero bene a non viaggiare da sole. Se proprio non si può fare a meno di visitare alcuni paesi è consigliabile quanto meno adottare delle contromisure adatte e seguire alcune regole di comportamento per rispettare le abitudini locali. Scopriamo quali sono le mete più pericolose per le donne che viaggiano da sole.

Mete più pericolose per le donne: la Turchia

La Turchia attualmente è un paese particolarmente complesso per le agitazioni sociali, le proteste ed in linea generale per l’instabilità politica. Le donne possono visitare questo paese ma prendendo adeguate contromisure. É consigliabile indossare abiti non troppo provocanti ed avere sempre a portata di mano un foulard per coprirsi la testa nelle moschee. Inoltre è opportuno prendere i taxi solo in zone frequentate e non illuminate. Per pagare è meglio avere denaro contante di piccola taglia.

Colombia, occhio ai furti ed al “catcalling”

Con la fine della guerra civile ed il conseguente accordo di pace tra Governo e Farc la situazione è relativamente più tranquilla in Colombia. Tuttavia non mancano pericoli ed insidie poiché purtroppo c’è molta criminalità, quindi è opportuno non esibire in strada oggetti di valore ed è meglio tenere borse, zaini e marsupi sempre sott’occhio. Altro fenomeno piuttosto fastidioso è il “catcalling”, vale a dire le molestie verbali per strada. In questi casi è meglio ignorare i passanti e tirare dritto.

Marocco, consigliato un abbigliamento adeguato

In Marocco per evitare spiacevoli situazioni è meglio indossare abiti piuttosto castigati, coprendo gambe e spalle anche se fa molto caldo. Nei mercati i commercianti tendono ad essere piuttosto aggressivi, quindi è bene non soffermarsi troppo in un negozio o presso una bancarella se non si ha intenzione di acquistare. Di notte bisogna frequentare luoghi affollati e ben illuminati. Infine è consigliabile spostarsi con tour operator e mezzi di compagnie private piuttosto che con mezzi pubblici.

Egitto, rispettare l’abbigliamento locale

Tra le mete più pericolose per le donne che viaggiano da sole figura l’Egitto, dove bisogna rispettare l’abbigliamento locale. Nello specifico sono banditi abiti troppo succinti, coprendo spalle e ginocchia. Per essere ancora più sicure è meglio coprire anche caviglie e polsi. In linea di massima è consigliabile un abbigliamento molto sobrio per non attirare l’attenzione. Sono poco indicati i mercati molto affollati, poiché uomini e commercianti sono molto aggressivi e molestano le donne.

India, meglio non restare fuori la notte

L’India è una delle mete più gettonate, ma il livello di sicurezza varia da città a città. Innanzitutto non bisogna restare fuori la notte ed è opportuno un abbigliamento piuttosto austero. Pantaloni lunghi e magliette a maniche lunghe di cotone leggero sono la scelta ideale per vestire in modo adeguato e sopportare meglio il caldo. Sorridere a lungo ad un uomo può essere sconveniente, quindi è meglio evitare questo atteggiamento. In alcune città come Dehli ci sono mezzi di trasporto riservati alle sole donne per evitare molestie.

Le aggressioni sessuali in casa purtroppo sono molto frequenti in India, quindi è consigliabile dotarsi di un fermaporte per evitare spiacevoli intrusioni. In alternativa è possibile dormire nelle “guesthouse” a gestione familiare, dove i proprietari di casa sono sempre nei paraggi. Le città considerate più sicure sono Gujarat, Punjab e Calcutta, mentre quelle più pericolose sono Rajasthan, Uttar Pradesh e Dehli.

Fonte foto: pixabay