Metodo Marie Kondo, come ordinare casa e la propria vita

Numerosi studi hanno confermato che il disordine e il caos limitano la capacità di concentrazione.

Le risposte del nostro cervello infatti cambiano in base all’ambiente in cui si sta lavorando, più sarà ordinato e tranquillo più semplice sarà concentrarsi e reagire in maniera ponderata.

Infatti l’essere umano chiama casa l’ambiente all’interno del quale si sente protetto e libero di esprimersi, nel momento in cui questo si presenta disordinato, il caos prenderà il sopravvento anche nella testa disturbando la capacità di analisi.

L’attaccamento agli oggetti regala piacere all’individuo, ma se questi oggetti sono immersi nel caos non riusciranno a dare piacere nè a soddisfare l’esigenza dell’individuo.

Marie Kondo ha approfondito nel corso degli anni la conoscenza di questi tempi, non a caso è stata definita dal Times una delle 100 persone più influenti al mondo.

Il risultato dei suoi studi l’ha portata a definire un sistema per portare l’ordine nella propria casa e così anche nella propria vita, perché sono l’una il riflesso dell’altra.

Il metodo KonMarie

Secondo Marie Kondo per riorganizzare gli spazi è importante dedicare il giusto tempo ad ogni ambiente. Immagazzinare le cose è un errore, perché si finisce per accumulare oggetti che poi in realtà non servono arrivando addirittura ad acquistare dei mobili solo per poter farci entrare tutto.

L’effetto rebound è uno dei rischi di questo processo, perché dopo aver organizzato un ambiente eliminando l’eccesso, si rischia di provare un attaccamento morboso verso alcuni accessori tanto da riposizionarli in un’altra stanza.

In questo modo non si fa altro che organizzare uno spazio per metterne nel caos un altro. Non c’è nulla di più sbagliato, mentre si risistema infatti bisogna tenere solo gli oggetti che hanno un ricordo, che ci danno una sensazione speciale, tutto il resto è superfluo.

Come capire cosa tenere

La Kondo spiega in maniera semplice e veloce come fare a comprendere quali sono gli oggetti speciali e quali invece sono superflui. Solo il fatto di dover pensare se tenerlo o gettarlo via è indice della superfluità dell’accessorio.

Le cose davvero speciali, a cui si è attaccati si riconoscono immediatamente. Se buttare via qualcosa ci porta a sentirsi in colpa, è possibile donare gli oggetti che non si usano più ad associazioni, amici o parenti. Questo piccolo rituale può rendere il distacco più sopportabile.

Come iniziare a riordinare

Non appena si decide di fare pulizia nella propria vita e dunque in casa, la prima scelta è: “da quale stanza iniziare?” Marie Kondo consiglia invece di iniziare per categorie e non per ambienti.

Mettere ordine in questo modo sarà diretto e semplice, una categoria per volta darà all’individuo il tempo di capire le proprie priorità e gli interessi principali. C’è chi inizia dai libri, chi dagli accessori per cucina, Marie consiglia di iniziare dagli abiti, individuare quelli più usati sarà pratico e veloce.

Inoltre, queste attività dovrebbero essere fatte da soli, costituiscono un momento introspettivo molto importante, e una persona accanto potrebbe essere tentata a dare consigli, non utili in questa fase.

Riordinare in maniera introspettiva

L’inizio della pulizia può essere interpretato in vari modi, in maniera più seria o più superficiale. Il riordino può essere fine a se stesso se non viene visto come un metodo pratico per spezzare alcuni legami che tormentano le nostre vite.

Bisogna interrogarsi sul motivo per cui si è arrivati ad accumulare molta roba inutilizzata, sul perché alcuni oggetti sono in casa anche se non servono. Queste domande in apparenza dalla semplice risposta in realtà andranno a chiarire dilemmi esistenziali che ci tormentano.

Il processo è quindi una sorta di viaggio emotivo e la meta è l’ordine in casa e nella vita, se intrapreso nel modo giusto, alla fine ci sarà la libertà da tutto quello che nel corso del tempo è stato oppressivo.

Non rinviare per fare spazio a nuove esperienze

Il segreto per la buona riuscita di questo processo liberatorio è fare tutto con i propri tempi, senza però rinviare. Aspettare nel buttare via qualcosa non fa altro che acuire il negativo che questo oggetto porta nella propria vita.

Ciò che non viene fatto oggi, non è detto che sarà fatto domani. Meglio agire subito, lasciare spazio a tutte le nuove esperienze che andranno ad arricchire lo straordinario percorso della vita.

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