Vacanze estive 2020 dopo il coronavirus: come saranno?

Come saranno le vacanze estive 2020 ai tempi del coronavirus? E soprattutto ci saranno? Rispondendo alla prima domanda possiamo dire che sicuramente saranno diverse.

Una situazione del genere non l’abbiamo mai vissuta e dobbiamo quindi abituarci ad una nuova modalità di vacanza. Alla seconda domanda ha risposto Lorenza Bonaccorsi, sottosegretario al ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la quale ha annunciato con un certo ottimismo che andremo in vacanza.

É bene precisare che al momento è tutto un’incognita e non si possono dare certezze. É vero però che si stanno studiando delle misure di sicurezza per permettere agli italiani di andare comunque in vacanza, ma soprattutto agli stabilimenti balneari di aprire e di limitare almeno i danni.

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Il caldo ucciderà il virus?

La speranza di molti è che con l’arrivo del caldo il virus possa essere definitivamente sconfitto. In realtà anche su questo tema i virologi e gli infettivologi sono divisi.

Alcuni sono certi che il virus sopravviverà anche alle alte temperature; altri invece ritengono che il caldo possa essere un valido alleato nella guerra contro questo nemico invisibile, col rischio però di una nuova ondata di contagio ad autunno.

La scienza ci dice con sicurezza che il Covid-19 condivide l’80% del genoma col virus della Sars, scomparso proprio in estate. Trattandosi di un virus nuovo, bisogna purtroppo imparare e conviverci per capire bene come si sviluppa e quindi come poterlo contrastare.

Vacanze estive 2020: meglio in Italia che all’estero

Sicuramente meglio viaggiare in Italia che all’estero: in caso di pericolo, è preferibile essere vicino casa per rientrare quanto prima. Inoltre c’è da considerare che molti paesi esteri terranno chiusi i loro confini, cosa che ovviamente farà anche l’Italia.

Gli aeroporti saranno aperti, ma sugli aerei resteranno vuoti i sedili centrali. Non ci sarà il servizio ristorazione, né cuscini, né coperte e, come suggerito già ora da diverse compagnie aeree, è opportuno viaggiare con una mascherina e lavarsi le mani spesso per almeno 20 secondi. In caso di sintomi influenzali, è assolutamente consigliato restare a casa.

Per i treni più o meno sono previste le stesse misure e non ci sarà la carrozza bar. Sono già attive sanificazioni continue ed i vari convogli sono dotati di dispenser per lavarsi le mani. Il personale di bordo è obbligato ad indossare mascherine e guanti.

Prenotare ora oppure no?

Prenotare già adesso conviene poiché, come rassicurato da Federalberghi, gli hotel, i B&B ed in generale le strutture ricettive daranno la possibilità di spostare le date o di annullare il viaggio se dovessero sorgere problemi.

Ovviamente è consigliabile prima verificare qual è la politica della struttura ricettiva in merito. Molti villaggi, alberghi e case vacanze stanno ancora valutando se aprire o meno, ad ogni modo si stanno preparando in attesa delle decisioni del Governo.

Altra domanda molto gettonata: meglio andare al mare o in montagna? Se come si spera il virus non dovesse sopravvivere al caldo, sicuramente sono da preferire le località balneari. Rappresentano indubbiamente una scelta vincente le seconde case, dove fare poca vita sociale godendosi però la tranquillità delle vacanze.

Vacanze estive 2020: come cambieranno le spiagge?

Come cambieranno le nostre care e amate spiagge? L’ipotesi ventilata di andare al mare con la mascherina sembra essere scongiurata. Secondo gli esperti il virus si diffonde facilmente negli ambienti chiusi, ma la sua capacità di contagio cala notevolmente negli spazi aperti.

Sembra inoltre che il virus non sopravviva in acqua, quindi il bagno è consentito. Ovviamente bisogna avere dei comportamenti virtuosi e rispettosi, evitando il contatto con altre persone e mantenendo le distanze di sicurezza.

Le nuove regole per le spiagge saranno valide a livello nazionale, tuttavia si valuta l’ipotesi di aperture differenziate. Al vaglio anche la possibilità di accedere alle spiagge su prenotazione o a fasce orarie secondo l’età, così da evitare pericolosi assembramenti.

La sabbia sarà costantemente disinfettata e tra gli ombrelloni ci dovrà essere una distanza di almeno 14-16 metri quadrati.

Qualcuno ha avanzato l’ipotesi di ombrelloni familiari, fino ad un massimo di 3-4 persone. In Emilia-Romagna un’azienda modenese ha proposto l’idea di gabbiotti in plexiglass per limitare ogni tipo di contatto. Ipotesi suggestiva, ma non praticabile in tutti gli stabilimenti balneari.

Le aree gioco saranno chiuse e presso i ristoranti sarà possibile utilizzare esclusivamente posate monouso.

Questa è la situazione quasi surreale ma, come già anticipato, tutto è in divenire. Non è certo che gli italiani siano disposti a questa corsa ad ostacoli per un bagno al mare, né tanto meno che gli stabilimenti balneari decidano di aprire se non possono essere garantite le giuste misure di sicurezza.

Fonte foto: pixabay